Guida pratica agli occhiali da vista: scelta, adattamento e cura

Scegliere gli occhiali da vista non significa solo trovare una montatura gradevole: la qualità delle lenti, la corretta centratura, l’interpretazione della prescrizione e la manutenzione quotidiana incidono su comfort, nitidezza e durata. Questa guida pratica spiega come orientarsi tra materiali, lenti, misure e cura, con consigli utili per l’uso quotidiano.

Guida pratica agli occhiali da vista: scelta, adattamento e cura Image by Paul Diaconu from Pixabay

Quando si aggiornano le lenti o si acquista il primo paio di occhiali, è utile conoscere come montatura, materiali e configurazione delle lenti influiscano sulla visione e sul comfort. Una scelta consapevole parte dalla prescrizione dell’oftalmologo o dell’optometrista, prosegue con una prova accurata e termina con una manutenzione corretta. I passaggi chiave includono il riconoscimento delle proprie necessità visive (per lontano, vicino o tutte le distanze), la lettura di parametri come la distanza interpupillare e la verifica della calzata, in modo da evitare fastidi, scivolamenti o immagini deformate.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Per indicazioni e trattamenti personalizzati, consulta un professionista sanitario qualificato.

Montature e materiali: come scegliere

La montatura incide sulla stabilità, sul peso e sulla resistenza. I materiali più diffusi sono acetato (solido, facilmente regolabile, ampia gamma di colori), TR90 o materiali polimerici flessibili (leggeri e resistenti agli urti), metallo e titanio (robusti, spesso più sottili, talvolta ipoallergenici), oltre all’acciaio inox. Valuta larghezza frontale, ponte nasale e lunghezza aste: una montatura troppo stretta crea pressione su tempie e naso; troppo larga scivola e sposta l’asse visivo. I naselli regolabili aiutano a distribuire meglio il peso. Considera anche lo spessore previsto delle lenti: per diottrie elevate, telai più contenitivi e materiali ad alto indice possono migliorare estetica e comfort.

Lenti monofocali, progressive e filtri speciali

Le lenti monofocali correggono una sola distanza, tipiche per miopia o ipermetropia. Le progressive gestiscono più distanze in un’unica lente (lontano, intermedio, vicino) e richiedono centratura precisa e un breve periodo di adattamento. Esistono anche lenti occupazionali per lavoro al PC, ottimizzate per distanze medio-ravvicinate. I trattamenti includono antiriflesso (riduce riflessi e migliora contrasto), indurente (maggiore resistenza ai graffi), fotocromatico (si scurisce alla luce UV), protezione UV e filtri selettivi. I filtri “luce blu” possono ridurre l’abbagliamento percepito da schermi; la loro utilità varia a seconda della sensibilità individuale e delle condizioni di utilizzo. Scegli le combinazioni in base al tuo stile di vita, alla sensibilità alla luce e alle attività quotidiane.

Prescrizione e PD: come leggerle e misurarle

La prescrizione riporta spesso OD (occhio destro) e OS (occhio sinistro), con valori come Sfera (SPH) per miopia/ipermeropria, Cilindro (CYL) e Asse (AX) per l’astigmatismo, oltre all’Add (aggiunta) per vicino nelle lenti progressive o per lettura. Può comparire anche il Prisma, se necessario per l’allineamento oculare. La distanza interpupillare (PD) indica la distanza tra i centri delle pupille: può essere binoculare (es. 62 mm) o monoculare (es. 31/31 mm). Una PD accurata è essenziale per centratura e comfort: una misurazione errata può causare affaticamento visivo o distorsioni. Si può rilevare con righello millimetrato e specchio in buona illuminazione, mantenendo lo sguardo su un punto lontano; per lenti progressive sono preferibili PD monoculari misurate da un professionista.

Prova e adattamento per il comfort quotidiano

Durante la prova verifica tre aspetti: stabilità (le aste non devono stringere né lasciare segni marcati), centratura (linea degli occhi allineata alla zona ottica della lente) e bilanciamento del peso sul naso. Con lenti progressive, i primi giorni potresti percepire piccole distorsioni periferiche: muovere la testa, non solo gli occhi, aiuta a individuare le zone ottiche. La corretta altezza di montaggio è decisiva per lettura e distanza intermedia. Se l’occhiale scivola, l’ottico può regolare naselli e angolo delle aste; se pizzica, si può allentare la curvatura. Sensazioni come mal di testa o visione sdoppiata meritano un controllo della centratura o della prescrizione.

Manutenzione, pulizia e corretta conservazione

La pulizia regolare preserva trasparenza e durata dei trattamenti. Sciacqua le lenti con acqua tiepida, usa una goccia di sapone neutro, risciacqua e asciuga con panno in microfibra. Evita panni di carta o tessuti ruvidi che graffiano, e solventi aggressivi che possono danneggiare l’antiriflesso. Spruzzi pulenti specifici sono utili per l’uso fuori casa. Conserva gli occhiali in una custodia rigida quando non li indossi, non appoggiarli con le lenti verso il basso e tienili lontani da fonti di calore (cruscotti al sole, saune) che possono deformare montatura e trattamenti. Controlla periodicamente viti e allineamento per mantenere la calzata.

Conclusione Una scelta ponderata degli occhiali da vista nasce dalla lettura accurata della prescrizione, dalla selezione consapevole di montature e lenti e da una prova attenta della calzata. Una centratura precisa e una manutenzione costante migliorano comfort e nitidezza nel tempo. Conoscere materiali, trattamenti e misure come la PD aiuta a prevenire affaticamento e garantisce un’esperienza visiva più stabile e rilassata.