Guida pratica ai guanti da lavoro: scelta, sicurezza e cura

Scegliere i guanti da lavoro giusti significa proteggere le mani, migliorare la presa e mantenere l’efficienza in cantiere, in officina o in magazzino. Questa guida spiega tipologie, materiali, norme EN e criteri di vestibilità, oltre a manutenzione e sostituzione, per un uso consapevole e conforme alla sicurezza sul lavoro.

Guida pratica ai guanti da lavoro: scelta, sicurezza e cura

Le mani sono tra gli strumenti più esposti ai rischi: tagli, abrasioni, sostanze chimiche, calore, freddo, elettricità e vibrazioni. I guanti da lavoro sono dispositivi di protezione individuale (DPI) regolati dal Regolamento (UE) 2016/425 e, se scelti e utilizzati correttamente, riducono in modo significativo gli infortuni. Per orientarsi tra modelli, materiali e marchiature è utile comprendere le principali tipologie, le norme tecniche e i criteri di vestibilità e manutenzione che assicurano prestazioni durature.

Tipologie di guanti da lavoro e usi consigliati

Diverse attività richiedono protezioni specifiche. I guanti per rischi meccanici (assemblaggio, logistica, manutenzione) offrono resistenza ad abrasione, taglio, strappo e perforazione; spesso sono in filati tecnici con rivestimenti in poliuretano o nitrile per migliorare la presa. I guanti antitaglio sono indicati per lavorazioni su lamiera e vetro. Per sostanze chimiche si usano modelli in nitrile, neoprene, PVC o butile, selezionati in base all’agente e al tempo di permeazione. Per il calore e le scintille, come in saldatura, servono guanti termici o in pelle specifici; per freddo e ghiaccio sono indicati guanti isolanti e impermeabili. In elettricità si impiegano guanti isolanti certificati per tensione, con eventuale sovraguanto in pelle. Esistono anche guanti antivibrazione per utensili percussivi e monouso per igiene e manipolazioni di breve durata.

Materiali e caratteristiche: protezione, presa, resistenza

Il materiale determina comfort e performance. I liner in poliestere o nylon offrono destrezza e traspirabilità; i filati ad alte prestazioni (HPPE, aramide/Kevlar, fibra di vetro o acciaio) innalzano la resistenza al taglio. I rivestimenti in poliuretano privilegiano sensibilità e presa su asciutto; il nitrile (liscio, foam o sabbiato) garantisce durata e buona presa anche su oli e superfici umide; il lattice ha ottima elasticità ma può causare allergie; il PVC resiste bene a oli e alcune sostanze, ma è meno flessibile. Per chimici aggressivi si valutano butile o Viton in base al solvente. La pelle bovina o caprina è robusta e adatta a saldatura e movimentazione pesante. Lo spessore e la finitura influenzano destrezza, isolamento e grip: microfoam e texture “sabbiate” aumentano l’aderenza, mentre fodere termiche o membrane waterproof migliorano protezione da freddo e umidità.

Norme di sicurezza e certificazioni essenziali (EN/DPI)

I guanti devono riportare marcatura CE e riferimenti alle norme applicabili. EN ISO 21420 definisce requisiti generali ed ergonomia, inclusi metodi di misura delle taglie. EN 388 classifica la protezione da rischi meccanici con valori per abrasione, taglio (metodo TDM A–F), strappo e perforazione, più eventuale resistenza all’impatto. EN ISO 374 copre protezione da prodotti chimici e microrganismi, con pittogrammi e codici delle sostanze testate e tempi di permeazione. EN 407 valuta la protezione da calore e fiamma (contatto, convettivo, radiante, metallo fuso). EN 511 è dedicata al freddo. Per lavori elettrici si fa riferimento a EN/IEC 60903 (guanti isolanti in classi di tensione) e alla compatibilità con sovraguanti meccanici. In ambienti ATEX è utile EN 16350 (proprietà elettrostatiche). Per contatto con alimenti si richiede conformità alla normativa specifica per materiali a contatto con alimenti. La scelta deve essere sempre basata sulla valutazione del rischio reale dell’attività.

Come scegliere la taglia e verificare la vestibilità

La taglia incide su sicurezza e precisione. Per stimarla, misura la circonferenza del palmo (escludendo il pollice) e la lunghezza dalla punta del medio alla base del palmo: i produttori forniscono tabelle, di solito dalla 6/XS alla 11/XXL. Il guanto deve aderire senza comprimere, consentire piena mobilità delle dita e non lasciare eccesso di materiale in punta. Verifica la presa afferrando utensili di uso quotidiano e simulando movimenti tipici: se l’oggetto scivola o la sensibilità è scarsa, valuta un rivestimento diverso. Il polsino deve restare fermo senza ostacolare la circolazione; con cappotti o maniche ampie, preferisci polsini più lunghi o regolabili. Considera anche condizioni di sudorazione e temperatura: fodere traspiranti o termiche possono cambiare la taglia percepita.

Manutenzione, pulizia e criteri per la sostituzione

Una corretta cura prolunga la vita utile ma non sostituisce i controlli. Prima di ogni uso ispeziona cuciture, rivestimenti e integrità del materiale; dopo l’uso rimuovi sporco e residui. I guanti tessili rivestiti possono spesso essere lavati a bassa temperatura seguendo le indicazioni del produttore; evita ammorbidenti che riducono il grip. La pelle va spazzolata a secco e asciugata lontano da fonti di calore diretto per non irrigidirsi. I guanti chimici richiedono decontaminazione secondo SDS delle sostanze manipolate; i monouso vanno smaltiti dopo contaminazione o danneggiamento. Conserva al riparo da luce solare, ozono e solventi, in luoghi asciutti e ventilati. Sostituisci il guanto se compaiono tagli, fori, delaminazione, perdita di presa, irrigidimento, o dopo esposizioni chimiche oltre i tempi di permeazione indicati. Per guanti isolanti elettrici, rispetta i test periodici e le scadenze previste.

Suggerimenti pratici per una scelta consapevole

Definisci i rischi principali: meccanici, chimici, termici, freddo, elettrici, vibrazioni o combinazioni. Seleziona la norma rilevante e il livello di prestazione necessario, evitando protezioni eccessive che riducono la destrezza. Valuta ambienti asciutti o bagnati per scegliere rivestimenti con presa adeguata. Se l’attività alterna compiti diversi, prevedi più modelli e sostituzioni durante il turno. Verifica compatibilità con altri DPI (maniche, abiti ignifughi, manici antiscivolo). Documenta formazione e addestra all’uso corretto: come indossare, togliere in sicurezza, riconoscere usura e limiti d’impiego. Una politica di assegnazione personale dei guanti aiuta igiene e tracciabilità.

Conclusione La protezione delle mani nasce da una combinazione di valutazione del rischio, conformità normativa e scelta mirata di materiali e vestibilità. Conoscere tipologie, standard EN, criteri di misura e buona manutenzione consente di adottare guanti che bilanciano sicurezza, comfort e produttività, riducendo errori e fermi operativi e aumentando la continuità del lavoro.